I nostri blog

Cara cicogna,

provo a scrivere una cosa veloce. Sono sul letto, con la luce spenta e Sirius che dorme sul mio petto. È stata una giornata faticosa, non ha chiuso occhio tutto il pomeriggio ed è voluto stare sempre in braccio ma…anche se esausta, sono felice. Sentire il suo respiro su di me mi ripaga di ogni cosa. Certo, avrei dovuto fare un lavoro che non sono riuscita a fare ma…troverò una soluzione…

Volevo invece parlare dei blog delle altre ragazze. Ultimamente mi sono un po’ persa. Ho iniziato a seguire nuovi blog ma ancora confondo storie e persone. Di solito vado sempre a leggere tutti i post passati per conoscere bene le vicende di chi scrive e invece sono rimasta indietro.

Quindi, cara cicogna, ti dispiace se parlo un attimo con le altre cercatrici?

Mi scuso con tutte di non aver partecipato attivamente ai vostri blog e mi riprometto di aggiornarmi su tutte le vostre storie.

Volevo invece dire alle mie compagne di viaggio, cioè Blueberry de “la seconda linea rossa” , Ele di “Il viaggio verso te”, la “già mamma ormai” di “Manchi solo tu”

1) avete notizie di Pansy di “the empty peanut girl”?

2) Secondo voi c’è un modo di parlarci (scriverci) tutte insieme e più velocemente? Ovviamente sono benvenute anche le altre!

Ora vado perché mi sta venendo un crampo per scrivere in questa posizione.

A presto!

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Un mese

 

Cara cicogna,
esattamente un mese fa sei finalmente arrivata da noi.

Alle 7:44 del 9 Gennaio è nato il nostro Sirius. Ed ora è qui, accanto a me, a riempirmi la giornata, i pensieri, la vita e il cuore.
E’ venuto al mondo con un parto cesareo programmato due giorni prima. Il mio ginecologo e l’ostetrica hanno preso la decisione che io non sarei mai stata capace di prendere. La motivazione sono stati i miei attacchi di panico e l’eventualità di un travaglio difficoltoso per via della sua testolina grande e del mio bacino stretto.
La notizia è arrivata la domenica mattina, mentre ero a far colazione con una coppia di amici nel solito bar. Un misto di terrore, gioia ed emozione.
Non vorrei ora parlare del parto, perche non ho bei ricordi sopratutto del dopo. L’operazione è andata bene nonostante il panico ogni tanto mi assalisse. Per fortuna avevo accanto a me un’anestesista fantastico che mi ha tenuto la mano e calmato. Avevo il terrore di non sentirlo piangere appena tirato fuori dalla pancia e invece il suo primo vagito ha riempito le mie orecchie, seguito dai commenti rassicuranti dell’ostetrica. Dopo averlo pulito un po’ , me lo ha avvicinato al viso e allora tutta la gioia possibile mi è piovuta addosso. Non dimenticherò mai quei due secondi in cui ho riempito di baci il suo visino morbidissimo. Il nostro primo incontro.
La cosa più brutta invece l’ho scoperta dopo essere tornata in stanza. Lo avrebbero tenuto per 48 ore in osservazione e quindi lontano da me. A causa dei farmaci che prendevo per gli attacchi di panico e l’ansia, avrebbe potuto avere sintomi di astinenza (che per fortuna non ha avuto). Non sai che enormi sensi di colpa ho avuto, cara cicogna. Per colpa mia era costretto a stare tutto solo in un’incubatrice e rischiava di stare male. Sono stati due giorni difficili, in cui gli attacchi di panico sono tornati cosi forti che temevo di impazzire. Ora il solo ricordo mi spaventa.
E poi finalmente è arrivato lui….e tutto piano piano si sta sistemando. Ancora non sono del tutto tranquilla ma ho potuto anche riaumentare un po’ le dosi dei farmaci e le cose vanno meglio.
Ho deciso di parlare apertamente su questo blog anche del fatto che prendo queste medicine perchè magari anche qualche altra donna potrebbe trovarsi nella mia stessa situazione. Io sono ancora piena di sensi di colpa ma la realtà è che questa è una malattia come le altre. Se avessi avuto il diabete non mi sarei sentita giudicata per i farmaci che avrei dovuto prendere.

In quei giorni in ospedale ho dovuto anche parlare apertamente del mio problema con mio padre, che sa della sua esistenza ma che non l’ha mai accettata. È stato un passo avanti anche questo. E il merito in fondo è di questo bimbo.

Ora ho ancora tanta strada da fare e alcuni giorni il mio Mostro minaccia di tornare. Spero di rinchiuderlo al più presto nel suo angolino e godermi appieno questo nostro miracolo. Sono solo un po’ stanca. Perché non c’è notte insonne, dolore per la ferita, che eguagli il dispendio di energie e la sofferenza di un attacco di panico bello forte.
E ora passiamo alle cose belle, cara cicogna. Dopo un mese ancora mi ritrovo a fissarlo stupita. La vita da mamma (mamma? Si, mamma!!!) è faticosa ma bellissima. Sarà che l’ho desiderata per cosi tanto tempo.
Siamo usciti fin da subito, dalla prima settimana praticamente. E ora quasi ogni giorno facciamo una passeggiata, anche in montagna.
Ho tante cose da raccontarti mia cara cicogna. Intanto, grazie di essermi stata accanto in tutto questo percorso e spero che non ti dispiaccia se continuerò a raccontarti di noi. Ringrazio anche tutte le amiche che ho trovato grazie a questo blog e mi scuso per la mia assenza.
Prometto che appena possibile scriverò ancora e vi dirò di come il mio piccolo Sirius catturi ogni mio senso.
L’olfatto, con il suo profumo unico.
L’udito, con il suo pianto e ogni suo versetto.
Il tatto, con la sua pelle morbida sotto le mie labbra che lo cercano sempre.
La vista, con ogni piccola parte del suo meraviglioso essere.
E il gusto…no, non l’ho ancora assaggiato!

Ora torno da lui e dal suo meraviglioso papà.

30+6

Cara cicogna,
eccoci qui, a 30 settimane e 6 giorni, ancora incapaci di essere sereni. O meglio…quella incapace sono io.
Il paradosso é che proprio nei momenti di calma che l’ansia mi assale non facendomi godere questo miracolo.
Comunque…basta, mi concedo un minuto per pensare al mio “ora e qui”. Deve essere questo forse il mio scopo. Vivere il presente. Istante per istante. E godermelo, come se il domani, bello o brutto che sia, non debba interessarmi.
E quindi, cara cicogna, ora sono qui, di nuovo in giardino, di nuovo nel mio posto preferito, con l’aria un po’ più fresca e la pancia un po’ più grande.
Oggi è sabato e mercoledì siamo andati al controllo. Il mio Puntino sta bene, è cresciuto e pesa più o meno un kg e 800gr! É in posizione cefalica (ma ha ancora tempo per fare capriole varie, quindi non é significativa la cosa) e il collo dell’utero è rimasto quasi invariato nonostante le contrazioni.
La mia pancia infatti, questa è la nota dolente, é perennemente dura e a seconda delle giornate avverto più o meno contrazioni belle forti. Senza dolori per adesso, fortunatamente. Ma tolgono il respiro, quello sì.

Stavo pensando che presa da tutte le mie paranoie non ho tenuto un diario della gravidanza, e tante cose già non le ricordo più. Quando ho sentito il suo cuore per la prima volta? E i primi movimenti? Un po’ di cose le ho scritte a te, per fortuna, e rimarranno qui. Ma altre…me le sono perse per dar ascolto alla paura.
Parlo così, ma anche adesso non trovo il coraggio di farlo. E la mia mente contorta dice “attenta, non credere che tu possa rilassarti”.

A proposito di ansia e paranoie, sono tornata dalla mia psichiatra e insieme abbiamo concordato un piano per gestire un po’ meglio il panico. Spero che funzioni, ma comunque sarà meglio di niente!

Sto piano piano iniziando a preparare la valigia per me. Anche se mi sembra sempre troppo presto.
E la settimana scorsa finalmente abbiamo comprato la prima cosa per lui! Due minuscoli body.
Un passo avanti, visto che fino ad ora non ci eravamo concessi nessun acquisto.

In cambio però credo che sia a me che al mio Lui stia venendo la “sindrome del nido”. Un’irrefrenabile voglia di preparare la casa e la cameretta in particolare. Per ora stiamo costruendo una libreria in soggiorno, per poter smontare quella nella stanzetta che diventerà del bimbo.
(Dico stiamo, ma in realtà io non faccio granché!)

E invece cara cicogna, qualche giorno fa é successa una cosa che mi ha commosso ed emozionato. Mio marito mi ha raccontato che mentre dormivo si è avvicinato per caso alla mia pancia e ha sentito che lui scalciava. Allora ha poggiato una mano ed è rimasto a godersi i suoi movimenti per almeno dieci minuti.
Be, a me questa cosa é piaciuta da morire. Il loro primo contatto senza che io facessi da intermediario. Il primo incontro tutto loro.

E con questa immagine nella testa, passo e chiudo cara cicogna. Non vedo l’ora di vederti arrivare con il nostro fagottino. Studia bene la strada e aiutaci a diventare davvero una mamma ed un papà.

25+6 fuori dal tempo…

Cara cicogna, oggi è una di quelle giornate iniziate storte. Poi però sono uscita in giardino. E ora sono qui. Al sole , con il vento fresco, seduta per terra, circondata da cani e gatti che sonnecchiano tranquilli, con l’erba verde e gli alberi che si preparano all’autunno. E tutto improvvisamente, almeno per un istante, sembra meno complicato. 

Ora lui è qui, che scalcia nella mia pancia. E penso a come sarà tra un anno. A quanto desidero stare esattamente in questo stesso posto con lui accanto. Penso a quante cose voglio fargli vedere , penso a tutta questa bellezza che senza occhi di bambino a guardarla sarebbe sprecata. 

Caro mio mostro, ancora tu



Ora basta, ora ho deciso di scriverti, di affrontarti. Mentre le contrazioni non mi lasciano in pace.
Sei tornato, più forte e prepotente che mai. Sai che adesso hai una grande occasione e ovviamente non te la lasci sfuggire. Mi giri attorno da mesi, cercando di rovinare quello che dovrebbe essere il periodo più bello della mia vita.
Mi terrorizzi ripetendomi che io questo bimbo non me lo merito, che qualcosa andrà storto, che non lo stringerò mai tra le mie braccia. E si, lo dico ad alta voce. Perché queste tue minacce fanno più paura se restano solo nella mia testa.
Vorrei essere felice e leggera. E invece mi sento schiacciata da un enorme macigno.
Erano anni che non riuscivi a riprendere il sopravvento per così tanto tempo, a strapparmi il respiro, togliermi la lucidità. Mi fai di nuovo scappar via dai negozi, cercare sempre una via di fuga, battere troppo forte il cuore, non godermi una serata con gli amici. Mi costringi a stare chiusa in casa più del necessario, mi stanchi più di quanto non possano farlo mille gravidanze. Mi svegli di notte.
Ma sopratutto mi fai notare ogni minimo dolore o cambiamento e me lo presenti come chiaro segno della fine.
Ieri mi hai fatto sentire fuori luogo mentre mi facevano gli auguri per questo miracolo che cresce nella mia pancia. Ti sentivo seguirmi e ripetermi “non te lo meriti, non gioirne troppo, non è ancora finita”.
Stamattina durante la visita dal ginecologo sono riuscita a tenerti lontano. Ma non mi hai permesso di gioire delle notizie positive. Il bimbo che sta bene, il collo dell’utero che è chiuso nonostante le contrazioni.
Hai ascoltato invece bene quello che diceva di negativo. E me lo ripeti da allora. L’utero troppo contratto, non si sa perché.
E da allora il terrore, che tu fai aumentare di minuto in minuto. Pancia tesa, dura. Contrazioni, ancora e ancora.
E allora guardare il calendario diventa un’ossessione. Contare i giorni che mancano. Le settimane. I mesi. Restare senza fiato rendendosi conto che il tempo che deve trascorrere è ancora tantissimo.
I minuti diventano ore. Hai sempre avuto la capacità di dilatare il tempo.
“Può accadere di tutto in questi mesi. Perché tutto dovrebbe andare bene proprio a te? Non senti che la pancia si contrae troppo? Non vedi che non sei in grado di proteggere la cosa più preziosa che hai? Non stai facendo abbastanza” mi ripeti di continuo.

Come faccio a cacciarti via? Come faccio a non farmi bloccare da te? Come faccio a rinchiuderti di nuovo in quell’angolino?
Ho degli strumenti, ma è molto faticoso utilizzarli. In alcuni momenti penso di potercela fare. In altri sono convinta che tutto andrà male.
Sono stanca. E non so come si fa.

21+2

Cara cicogna,
ho di nuovo lasciato passare un bel po’ di tempo dall’ultima volta che ti ho scritto.
E’ che ancora non riesco a lasciarmi andare.
Questa estate caldissima sta per finire. Credo che sia stata la più lunga della mia vita. Complici un sole che non ci ha mai lasciato, un po’ di solitudine, e soprattutto l’attesa per il nostro puntino che cresce.
Eh si, cara cicogna, ormai tanto puntino non è più! Pesa circa cinquecento grammi e dovrebbe essere lungo più di venticinque cm!
Il 3 Agosto abbiamo fatto l’amniocentesi. Tutto ok! Completamente indolore, dico davvero. Certo, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per preoccuparci ma alla fine era solo un falso allarme. Ho temuto infatti, una volta tornata a casa, che stessi perdendo liquido amniotico. Probabilmente mi sono fatta confondere dal progesterone, che continuo a prendere con gli ovuli. Panico a parte, sono felice di averla fatta e di essermi tolta un altro pensiero. Purtroppo, con i farmaci che prende mio marito, era possibile che ci fossero dei problemi e se a questo aggiungiamo la pma e Chernobyl…insomma, meglio esserci tolti questo dente!
Dopo l’amniocentesi la pancia è iniziata a farsi più evidente e ora sta proprio esplodendo!
Non è ancora il classico pancione ma diciamo che ho urgente bisogno di andare a fare shopping perchè non mi entra più nulla!
Due giorni fa siamo invece tornati al Centro (dove ho fatto sia la pma che l’amniocentesi) per fare anche la morfologica. L’ecografia è durata poco per i miei gusti e soprattutto per quelli di mia madre che ha passato vent’anni della sua vita a fare questo tipo di esami. Ma…per quanto abbiamo potuto vedere è tutto a posto ancora una volta. E io non lo davo di certo per scontato…
Ha controllato il collo dell’utero che sembra essere ben chiuso e abbastanza lungo, la placenta che sta risalendo ed è posteriore e poi….lui.
Vederlo ogni volta mi porta in un mondo solo nostro. In cui non c’è nessun altro. E’ davvero qui nella mia pancia…
Le misure sono tutte nella norma e anche gli organi principali.

Cara cicogna, non l’ho scritto fino ad ora ma..il giorno dell’amniocentesi, nella sala dove ho fatto pickup e transfer ho anche saputo che il mio bimbo è un maschietto!
Non ti dico con che buffa delicatezza il mio ginecologo burbero ha detto “ecco il pisello!”
E cosi, con queste parole, ho avuto la conferma di una cosa che sapevo già, dal primo istante. E’ un maschio, aspettiamo un bimbo, e mi scende ancora qualche lacrima a scriverlo (eh, questi ormoni!).
Per il nome….chissà!

Aspettavo questa notizia per rendere tutto più reale. In realtà c’è stata una cosa che forse mi ha aiutato a raggiungere meglio questo obiettivo: un’ecografia fatta qualche settimana fa da mia madre.
Una manina. Una piccola ma perfetta manina aperta. E allora lui è improvvisamente diventato quasi tangibile.

Ah, un’altra novità! (dovrei scrivere più spesso, lo so) Si muove!!
Ormai lo sento chiaramente da almeno una settimana (ma prima in realtà lo scambiavo per aria nella pancia perchè tutti mi dicevano che era troppo presto). Ora i movimenti sono chiari, e variano passando da colpi a vere e proprie capriole. Oltre al fatto che i suoi movimenti si vedono proprio dall’esterno se sono distesa! Una sensazione che non riuscirò mai a spiegare. E avere la mano di mio marito che cerca la pancia ogni tanto per sentirlo…è la cosa più tenera che ci sia.

Insomma cara cicogna, tante bellissime novità ma anche tanta ansia che non riesco a scacciare via.
Vorrei poterti dire che mi sto godendo questa gravidanza e invece la paura non me lo permette.
Non capisco perchè e mi sento anche un’ingrata. Dopo tutta questa fatica per arrivare fin qui…
Ma in realtà so benissimo cosa succede nella mia testa…ho il terrore di vivermi tutta questa felicità, o meglio, ho il terrore che questa felicità mi sia portata via.

Ora però basta, questo post non può finire con il mio Mostro a rovinare tutto. Io combatto, ci provo, ora più che mai. Per lui, per questo bimbo che cresce nonostante la mia mente spaventata. Per mio marito, che ha paura ma che è anche l’immagine della felicità. E per me che non desidero niente di più che stringerli entrambi tra le braccia.

15+2

Cara ciogna,
mi ero ripromessa di scriverti dopo il bitest, ma non l’ho fatto.
Avevo pensato di farlo dopo aver finito il terzo mese, ma ho rimandato.
Ora non so più che scusa trovare per non farlo ancora.
Come al solito è stata la mia folle scaramanzia a non farmi scrivere. Mi rendo conto di non essere in grado di godermi le cose belle, la felicità. Non sono capace di concedermi sospiri di sollievo, come ormai ripeto sempre.
Eppure c’è lui. Che ha iniziato da subito ad insegnarmi che le regole in questo gioco non sono io a dettarle. Lui che da Aprile mi stupisce ogni giorno che passa. Lui che è restato con me nonostante i miei pensieri neri. Lui che prova sempre di più a portare luce tra quei pensieri, e che miracolosamente, appena abbasso la guardia, ci riesce.
Il mio puntino ha la forza che io non ho. E non posso non dargli fiducia, come mi disse un’amica qualche mese fa. Se la merita.

E cosi, tra paure e momenti di gioia pura siamo arrivati qui. Abbiamo superato il primo trimestre!
Non sono ancora, ahimè, la classica radiosa e tranquilla donna incinta.
E non so se lo sarò mai.
Come avevo accennato abbiamo fatto il bitest e sembra che sia tutto ok.
La cosa strana è che non mi sono informata per niente al riguardo. Proprio io. Io che di solito sudio cosi tanto da arrivare a saperne più del medico stesso (per modo di dire ovviamente), io che non mi accontento mai del “è tutto ok” perchè so che la medicina è piena di sfumature.
Stavolta invece…niente. Quel poco che sapevo me lo ha spiegato mia madre. Per il resto, vuoto assoluto.
Non so bene il perchè, ho provato naturalmente ad analizzare i miei pensieri, ma non ne ho concluso granchè. Forse è solo paura, forse ora che ho a che fare con la salute di questo puntino preferisco non sapere, affidarmi. Proverò a scoprirlo.

Intanto il bitest:
come al solito sono arrivata nello studio del ginecologo (quello della pma) terrorizzata per l’ecografia. Sono prima dovuta passare dall’ostetrica che mi ha preso di nuovo le misure. Ovviamente non ho idea di cosa mi abbia detto o fatto.
Poi una volta entrata dal ginecologo e messa la sonda sulla pancia (finalmente sulla pancia) l’ho visto. Si muoveva tantissimo e ho potuto godermi lo spettacolo mentre il medico prendeva le misurazioni. Si cicogna, certo che ero spaventata anche da quello, ma…non so, averlo davanti agli occhi ha un potere calmante su di me.

7 stupendi cm.
Come al solito il ginecologo ha fatto quel che doveva fare, senza troppe spiegazioni. Mi ha comunque detto che la placenta era bassa ma che secondo lui sarebbe risalita e per le perdite ha ipotizzato anche lui (come aveva fatto l’altro ginecologo) che potesse trattarsi (anche) di una piaghetta, o qualcosa di simile, al collo dell’utero. Proprio quando stava per sfoderare lo speculum, ed io stavo iniziando a sudare freddo, gli ho detto che aveva già controllato il suo collega la settimana prima e confermato che qualcosa c’era. Mi sono evitata cosi quella piccola tortura che odio tanto.
Prima di andare a casa mi ha detto di fare una vita normale, di andare al mare se ne avevo voglia, di uscire, prendere l’auto…
Per la prima volta ho sentito uscire dalla sua bocca parole meno caute del solito. Ha detto che la gravidanza procede bene. Poi io gli ho chiesto se secondo lui era tutto ok e ha ridetto di si. Poi glielo ho chiesto ancora prima di uscire e poi forse un altro miliardo di volte in altri miliardi di modi, in cerca di rassicurazioni.
Quando poi gli ho detto che avevo deciso di fare l’amniocentesi mi ha stupito programmandola direttamente. Mi ha prescritto un tampone e un antibiotico da prendere due giorni prima. La mattina dovrò andare a digiuno, non per particolari motivi tecnici, ma perchè potrei impressionarmi e dare di stomaco. Grazie di avermelo detto, cosi starò proprio più tranquilla.
Quella stessa mattina poi sono scesa in laboratorio a fare il prelievo per il bitest. Il risultato ora è arrivato e pare che sia buono anche quello. Non so nemmeno i valori, so solo che il dottore ha detto che vanno bene.

Il weekend successivo abbiamo deciso di andare al mare con i nostri amici. Inutile dire che l’idea mi spaventava e mi sarò chiesta mille volte se era il caso di osare tanto. Per fortuna il tempo è stato clemente e le temperature si erano notevolmente abbassate. Sono riuscita perfino a rilassarmi. Con il senno di poi abbiamo fatto decisamente bene.

Ieri ho fatto un’altro controllo, con l’altro ginecologo. Ha preso un po’ di misure: cranio, femore, addome. C’è forse una leggera discrepanza tra testa e femore, ma dicono di non preoccuparsi (io ovviamente mi preoccupo).
Abbiamo controllato anche stomaco, reni, vescica e cuore e pare che li sia tutto perfetto.
Poi tanto per divertirci…ci siamo spostati tra le gambe! Ancora non abbiamo la certezza, ci toglieremo ogni dubbio con l’amniocentesi la settimana prossima. Ma ora abbiamo un pronostico…
Non è che sia fondamentale sapere il sesso, figuriamoci. Potrebbe solo servire a renderlo ancora più reale, più concreto.
Cara cicogna ancora non riesco a rendermi davvero conto che l’esserino meraviglioso che vedo sullo schermo dell’ecografo sia davvero nella mia pancia. Quando è che si inizia ad essere mamme? Quando finalmente inizierò a credere che potrebbe anche essere tutto vero?

Intanto prometto a te che scriverò più spesso. E a lui che imparerò ad avere fiducia…